Transiberiana – Banco del Mutuo Soccorso

Uscirà il 26 aprile 2019 l’atteso nuovo album del Banco del Mutuo Soccorso. Il primo concept album dopo la scomparsa di Francesco Di Giacomo.

La band ora è composta da Vittorio Nocenzi, Filippo Marcheggiani, Nicola Di Già, Marco Capozi, Fabio Moresco e Tony D’Alessio.

Transiberiana, ancora incompleto ma con tutta l’espressione del Banco mista ad innovazione, è l’album facente parte della mostra “Banco del Mutuo Soccorso – Il viaggio” al Marsala Factory durante l’estate 2018. Un preziosissimo dono del Maestro Vittorio Nocenzi per Marsala Factory. Un dono esclusivo per le orecchie dei Viaggiatori presenti al Marsala Factory la scorsa estate.

“Questo è l’album nuovo del Banco del Mutuo Soccorso. È l’album concept, si chiama Transiberiana ed è il viaggio che si fa partendo da Mosca ed arrivando all’Oceano Pacifico, il viaggio più lungo che si possa fare su questo pianeta. È una metafora del viaggio della vita.

Nel momento in cui il treno si ferma nel nulla, in questo gigantesco bianco intorno, perché il ghiaccio lo ha bloccato, la gente rimane lì tra il freddo bestiale. Vede fuori, in questa valle completamente bianca e deserta, delle luci che indicano la presenza di altri esseri umani, ai quali vorrebbe rivolgersi per una bottiglia d’acqua, per riscaldarsi. Vorrebbe scendere dal treno e, quando lo fa, si trova davanti a questa immensità, a questo bianco enorme devastante, alla solitudine, al silenzio, al freddo, con la speranza di poter avere un aiuto da chi abita quelle luci lì.

Immagina questa scena. Io l’ho vista dall’alto la Siberia, in aereo, andando a fare concerti in Giappone. Non finisce mai, è enorme. Tre ore di viaggio aereo, è una cosa micidiale.

Questa è la discesa dei viaggiatori che sono partiti con la speranza di vivere tranquillamente e, invece la vita è piena di imprevisti: il ghiaccio che blocca e che non fa andare avanti. C’è il panico, la paura dell’ignoto, la speranza di trovare conforto, c’è tutto questo dentro.

Questa melodia mi piace tantissimo… ho immaginato questo bianco con la nebbia della tundra. L’impalpabilità di questo deserto bianco è un pò come la scena dell’Odissea in cui Ulisse va nell’Ade, rincontra il padre e cerca di abbracciare quest’ombra ma non ci riesce. Ho immaginato la sensazione che si possa avere in una situazione del genere.

In Siberia vivono tantissime etnie diverse, due milioni di persone. Un altissimo tasso di alcolizzazione è comune tra uomini e donne. Vi è stata una russificazione imposta violentemente dal regime sovietico quindi tutte queste etnie non parlano più la loro lingua. Parlano tutte il russo e questa perdita di identità è uno stato d’animo che spinge allo sconforto, alla depressione, unita al freddo continuo, alle difficoltà della vita, alla solitudine.

Arrivando a Vladivostok si tira un sospiro di sollievo perché è finita la Transiberiana ma ci si imbatte immediatamente sull’oceano Pacifico. Si scende dal treno, si prende la nave e riparte il viaggio. Il titolo precedente del brano “Davanti all’oceano” è stato cambiato perché davanti all’oceano viene in mente la contemplazione interiore, invece il brano è molto ritmico, molto energico, perché segna il proseguimento del viaggio. Il nuovo titolo: “Oceano: strade di sale” rappresenta bene questo viaggio.

 Musorgskij è uno dei più importanti compositori russi dell’800 che aveva un amico pittore che fece una mostra. Musorgskij decise di mettere in musica i quadri di questa mostra. Scrisse per pianoforte e Alessandro Ravelli, il più grande orchestratore di tutti i tempi che ha tirato fuori dall’orchestra tantissime sonorità innovative, orchestrò in maniera eccellente le opere di Musorgskij.  In “Quadri di un’esposizione” c’è un brano: “Promenade” che lui compose per dare corpo sonoro, visibilità allo spazio di tempo che intercorre tra un quadro e l’altro; segna lo spostarsi fisicamente tra un quadro e l’altro.  Ricordando Promenade, ho voluto dare corpo, cioè presenza sonora al treno perché tutta questa storia vive del treno e del suo spostarsi. Ogni tanto, quindi, durante l’album, uscirà questo richiamo, un poco come la funzione di Promenade di Musorgskij. Il treno che corre diventa musica. Attraversa questa storia che è data dai luoghi, dai territori, dalla Siberia.

Il nuovo album sarà pubblicato contemporaneamente in tutto il mondo da Inside Out Music/Sony Music Group: l’etichetta più importante al mondo per il progressive rock.

Transiberiana sarà il nuovo album inedito del Banco del Mutuo Soccorso. Un concept album come si usava fare negli anni 70. La scelta è legata ad un altro lavoro già pronto: un’opera contemporanea che uscirà successivamente.

Con Transiberiana si è seguita la tradizione rock progressive per dare continuità e testimonianza di sopravvivenza, nonostante l’ira funesta del destino scatenata sul gruppo con la scomparsa di Francesco Di Giacomo e di Rodolfo Maltese e con la mia malattia e il mio scampato pericolo. Un periodo molto duro durante il quale, come sempre accade, la vita ha dato l’opportunità di costatare che più sottrae, più come una sorta di compensazione, dà.  A me ha dato due cose importantissime: una ritrovata intimità con mio fratello Gianni Nocenzi, altro pilastro della storia del Banco, che durante la mia malattia è stato di una premura e di un affetto più che fraterno e la scoperta nel mio terzo figlio il mio alter ego musicale.

Michelangelo Nocenzi è il coautore di questa nuova musica inedita del Banco e coautore dell’ inedita opera contemporanea successiva già pronta che uscirà dopo la Transiberiana.

È successo una sorta di inatteso gioco creativo!

Con la Transiberiana dobbiamo passare l’esame dei fans! Il fatto di proseguire non è testardaggine o vanità. È proprio un’idea che non puoi fermare! C’è ancora tanto da dire.  In questo periodo è stato molto forte il sentimento di testimonianza da parte dei fans che andava al di là del rapporto che si può immaginare tra una rockstar e il proprio pubblico. È stata una risonanza di umanità tale e tanta da sentirmi obbligato a soddisfarla, a non frustrarla. L’unico modo per poter ricambiare è proseguire. Questo è stato un motivo molto forte per me a spingermi a proseguire questa storia del Banco del Mutuo Soccorso. Il secondo è che sono convinto che finché proseguirò a comporre, a registrare e a tenere concerti, Francesco e Rodolfo saranno vivi ancora nell’immaginario dei fans della band. Quando smetterò moriranno per la seconda volta.

Bisognava passare però, dalle intenzioni più nobili o retoriche ai fatti, dalla teoria alla prassi e la prassi doveva incarnarsi per forza di cose in qualcosa di nuovo, di inedito. In questo periodo così intenso ho fatto un’autocritica. Noi abbiamo commesso un grande errore: ci siamo dedicati troppo all’attività concertistica negli ultimi quindici anni, trascurando l’attività di composizione e di recording. Un artista non può prescindere da questo. Ora devo invertire questa attività dando la priorità alla composizione e al recording, quindi la necessità di pubblicare nuove opere. Prima l’album concept che è nelle attese del mondo Prog, molto presente ovunque. Ci voleva quindi un’etichetta discografica adeguata.

Transiberiana è un appuntamento molto importante anche per la musica italiana. Nell’ambito del Rock Progressive internazionale la storia delle band italiane di Rock Progressive ha un posto da protagonista. Non ci rivolgiamo soltanto agli italiani ma anche agli inglesi, ai francesi, agli statunitensi, etc. che seguono le vicende del Rock Progressive italiano con molta attenzione. Mi viene in mente il primo concerto fatto a Tokyo. Erano gli anni 90 e restai molto colpito dalla conoscenza del nostro repertorio…”    Vittorio Nocenzi.

 

Quello che avete letto è un racconto di Vittorio Nocenzi per la sezione di mostra dedicata a TRANSIBERIANA al Marsala Factory.

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© Marsala Factory 2019
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© Marsala Factory 2019
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Fiorella Bonifacio