SE QUESTO È UN UOMO – teatro a Roma

Teatro Argentina

Largo di Torre Argentina 52, Roma

5/11/2019 – 17/11/2019

Valter Malosti porta in scena, per la prima volta senza mediazione, l’inconfondibile voce salda e mite del Primo Levi di “Se questo è un uomo. Un monologo ininterrotto che rende la parola protagonista e restituisce a questa irripetibile opera prima la sua dimensione di opera acustica: una voce nuda che riproduce la babele del campo di concentramento, orchestrandola sulle lingue parlate in quel perimetro di filo spinato. Con: Valter Malosti, Antonio Bertusi e Camilla Sandri; condensazione scenica a cura di Domenico Scarpa e Valter Malosti. Produzione TPE – Teatro Piemonte Europa, Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale.

Malosti traspone in scena la voce che più di ogni altra ha saputo far parlare Auschwitz, quella di Primo Levi nella sua opera, affidandosi al potere della parola per rischiarare l’atroce viaggio verso la demolizione dell’uomo da parte dell’uomo. Sul palco risuona inconfondibile la voce mite e salda dello scrittore e testimone del Lager, che da oltre settant’anni racconta al mondo l’orrore e la follia dello sterminio nazista con il libro di avventure più atroce e più bello del ventesimo secolo, per la prima volta direttamente in scena senza alcuna mediazione. La condensazione scenica del testo, riverbera attraverso un monologo ininterrotto che rende la parola protagonista, fortissima, inesauribile e indelebile nelle coscienze.

Ed è proprio la voce di Levi a riecheggiare in quella di Malosti, restituendo a questa irripetibile opera prima la sua dimensione di opera acustica: una voce nuda che riproduce la babele del campo di concentramento – i suoni, le minacce, gli ordini, il rumore della fabbrica di morte – orchestrandola sulle lingue parlate in quel perimetro di filo spinato. Sopravvivere e raccontare.

La voce distilla una moltitudine di registri espressivi, narrativi, percettivi, gli “a parte” meditativi, morali, politici e perfino scientifici, che Malosti converte sul palco in una quantità polifonica di dimensioni e di chiaroscuri. L’opera riporta in suono e immagine l’orrore dell’umanità: quella “miseria” storica che ha permesso di azzerare la dignità umana – la negazione del diritto di considerarsi “uomo” affermata da Levi.

Scene: Margherita Palli; luci: Cesare Accetta; costumi: Gianluca Sbicca; progetto sonoro: Gup Alcaro Tre madrigali (dall’opera poetica di Primo Levi), Carlo Boccadoro; video: Luca Brinchi, Daniele Spanò; cura del movimento: Alessio Maria Romano; assistente alla regia: Elena Serra con la collaborazione di Leda Kreider; assistente alle scene: Eleonora Peronetti; scelte musicali: Valter Malosti; musiche di Joren Ambarchi, Johann Sebastian Bach, Ludwig van Beethoven, Cracow Kletzmer Band, Morton Feldman, Alexander Knaifel, Witold Lutoslawski, Oy Division, Arvo Pärt, Franz Schubert, John Zorn; madrigali eseguiti e registrati dai solisti dell’Erato Choir: soprani: Karin Selva e Caterina Iora; contralto: Giulia Beatini; tenori: Massimo Lombardi e Stefano Gambarino; bassi: Cristian Chiggiato e Renato Cadel; direzione musicale: Massimo Lombardi e Dario Ribechi; foto: Tommaso Le Pera.

Progetto realizzato in collaborazione con Centro Internazionale di Studi Primo Levi, Comitato Nazionale per le celebrazioni del centenario della nascita di Primo Levi, Polo del ‘900 e Giulio Einaudi editore in occasione del 100° anniversario dalla nascita di Primo Levi (1919 – 1987).

Info: orari: prima ore 21.00, martedì e venerdì ore 21.00, mercoledì e sabato ore 19.00, giovedì e domenica ore 17.00.   Durata 1h e 40 minuti, senza intervallo.   Tel. 06 684000311/14.

 

venerdì 8 novembre ore 18.30:

OLTRE LA MEMORIA. PRIMO LEVI SCRITTORE TRA LETTERATURA E TESTIMONIANZA.
A cura di Graziano Graziani. Intervengono Wlodek Goldkorn, Valter Malosti e Lorenzo Pavolini.
ingresso libero con prenotazione obbligatoria qui

www.teatrodiroma.net

 

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