Teatro – Milano: TRE DONNE ALTE

Teatro Elfo Puccini. Corso Buenos Aires, 33

11/05/2022 – 02/06/2022Di Edward Albee. Regia di Ferdinando Bruni. Con Ida Marinelli, Elena Ghiaurov, Denise Brambillasca e Ettore Ianniello. Produzione Teatro dell’Elfo.

Vincitore del Premio Pulitzer e di tre Best Play Award nel 1994, Edward Albee ha creato con Tre donne alte un capolavoro di intelligenza, abilità teatrale e profondità.

Mentre un’autoritaria, sarcastica signora novantaduenne sta morendo, viene accudita da due donne: una cinquantenne disillusa e dalla lingua tagliente e una venticinquenne arrogante e piena di energia. E viene visitata dall’apparizione fantasmatica di un bellissimo ragazzo. Con i suoi dialoghi, che spaziano dall’incontinenza all’infedeltà, Albee ci offre un ritratto della vecchiaia lontano da qualsiasi sentimentalismo e fra le righe dei suoi dialoghi, dove non manca una buona dose d’ironia, ci parla di perdono, riconciliazione e del nostro destino. Ma è nel ritratto delle tre donne che sta la vera forza dell’opera: caratteri separati e ben distinti nel primo atto, si rivelano essere nel secondo la stessa persona in differenti età della vita.

Acuto tagliente come “Chi ha paura di Virginia Woolf?”, Tre donne alte mette a nudo le verità della nostra esistenza.

Dopo la bella esperienza de L’eclisse e dopo il passaggio di testimone nel ruolo della terrificante Lady Bracknell nell’Earnest wildiano, torna sulle nostre scene la coppia formata da Ida Marinelli e Elena Ghiaurov, affiancata dalla giovane Denise Brambillasca.

Traduzione di Masolino D’Amico. Scene di Francesco Frongia. Costumi di Elena Rossi. Suono di Gianfranco Turco. Luci di Michele Ceglia. Foto di Laila Pozzo.

Info: Durata: 1 ora e 45 minuti più intervallo.

www.elfo.org

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Teatro – Roma: MUSICARELLO SHOCK

Teatro Lo Spazio. Via Locri 42/44

12/05/2022 – 15/05/2022

Di Matilde D’Accardi. Con Valentina De Giovanni.

“Farai come ti pare quando ti sposerai!”. Italia 1960. In una piccola cittadina di provincia, una ragazza prigioniera delle rigide regole paterne sogna di essere salvata dall’amore, quello meraviglioso e senza fine di cui parlano le canzoni. Ma solo una volta sposata scoprirà chi è e cosa vuole davvero, e imparerà a lottare per la sua realizzazione. Liberamente ispirato alla vera storia della prima divorziata d’Italia e di molte altre delle nostre madri, questo monologo musicale racconta le vicende, i pensieri e le emozioni di molte ragazze del Boom, che suonano ancora tremendamente attuali.

Attraverso brani che hanno reso immortale la musica leggera italiana negli anni ‘50, ‘60 e dei primi ‘70, Musicarello shock ricostruirà con ironia e nostalgia la battaglia per la legalizzazione del divorzio nel Bel Paese – che nel 2020 ha compiuto il suo settantesimo anniversario – e la trasformazione di mentalità che ha aperto la strada all’emancipazione delle italiane e al riconoscimento dei loro diritti.

“Musicarello shock” racconta di una voce di donna che si libera. All’inizio è interiore, casalinga, inconsapevole, ma poi si esteriorizza, diventa pubblica, politica. La vicenda di Nora, restituita da Valentina De Giovanni, ripercorre indirettamente gli eventi sociali, culturali e istituzionali che hanno caratterizzato la storia della modernizzazione italiana e che, secondo quanto scrive Fiamma Lussana nel saggio L’Italia del divorzio, hanno portato l’opinione pubblica ad abbandonare formalmente il principio di indissolubilità del matrimonio.  

Oltre a ciò, lo spettacolo prova a fare luce su uno scarto di pensiero fondamentale per l’emancipazione femminile, ossia la messa in dubbio del mito dell’amore monogamicoromantico come unico destino degno nella vita di una donna: un mito che in quegli anni veniva rinnovato, modellato e immortalato proprio dalla musica leggera nostrana. Infatti, in Musicarello shock le canzoni pop, proprio come nel genere cinematografico cui fa riferimento il titolo, costituiscono il vero fulcro drammaturgico e spettacolare. Non fanno solo da contraltare agli eventi della trama ma aprono, conducono e portano a compimento la narrazione, inscenando una storia parallela e facendo suonare i sentimenti della collettività.

Cantando, Valentina De Giovanni ci invita a ricordare le parole d’amore con cui sono cresciute le nostre madri e a riflettere su questa eredità, oltre che a divertirci ed emozionarci di nuovo insieme, nella vicinanza fisica. Perché, e questo è un messaggio fondamentale dello spettacolo, la musica è un mezzo espressivo e comunicativo straordinario, che anche nei momenti di più grande repressione e sofferenza può aiutarci a veicolare all’esterno le nostre emozioni e a sentirci gli uni con gli altri.

Drammaturgia musicale Valentina De Giovanni. Costumi Manuela Stucchi. Luci Camilla Piccioni.

Info: Ore 21:00; domenica ore 18:00. Biglietti: 15 euro – ridotto: 12 euro (bar aperto per aperitivo dalle 19.00). Informazioni e prenotazioni 339 775 9351  /  06 77204149  info@teatrolospazio.it Acquisto Online: VivaTicket

www.teatrolospazio.it

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Teatro – Roma: GLORY WALL

Teatro Vascello. Via Giacinto Carini, 78

10/05/2022 – 15/05/2022

Di Leonardo Manzan e Rocco Placidi. Regia Leonardo Manzan. Con Paola Giannini, Giulia Mancini, Alessandro Bay Rossi, Leonardo Manzan, Rocco Placidi. Produzione Centro di Produzione Teatrale La Fabbrica dell’Attore -Teatro Vascello, Elledieffe. Miglior spettacolo de La Biennale Teatro 2020.

Uno spettacolo sulla censura. Un muro di 12 metri separa completamente il palco dalla platea. Questa enorme pagina bianca si anima di paradossi taglienti, visioni poetiche, suoni e coreografie oniriche che compongono un affresco ironico e impietoso sul tema della censura e sul potere, ormai inesistente, dell’arte.

«Glory Wall nasce su commissione. Di fronte al tema della censura scelto da Antonio Latella per la Biennale Teatro di Venezia n. 48 non ho cercato scorciatoie come l’omaggio ai grandi nomi censurati, la citazione o la libera interpretazione. Ho affrontato il tema senza mezzi termini, ho scelto il muro contro muro. È nato un corpo a corpo con quella richiesta, che era a sua volta una provocazione. Il tema andava preso sul serio, quindi ridicolizzato, poi dissacrato nella sua colpevole solennità e infine vissuto. Così ho costruito un muro che nasconde completamente il palcoscenico alla vista, che censura l’azione sul palco e sposta tutta l’attenzione sul pubblico. Nascondersi significa rinunciare volontariamente a una serie di convenzioni teatrali, negare il corpo dell’attore, privare il pubblico della tutela del regista e dei tecnici in sala che “gli guardano le spalle”. Portare a casa lo spettacolo da dietro a un muro significa abituarsi a perdere un po’ il controllo della situazione, ma significa anche sentirsi più importanti e più liberi (del resto, questo fa la censura: dà credibilità alle opinioni che attacca).

Glory Wall è uno spettacolo che mostra, in una forma immaginifica, ironica e provocatoria, riconoscimento della censura che è in noi, della censura che è costitutiva del teatro di oggi, questo mondo che crede di essere importante perché si autocertifica tale, questo piccolo mondo che, a parole, è tutto per il dialogo, ma un dialogo impossibile tra chi non ha niente da dirsi che non sappia già. Uno spettacolo che non si accontenta di riconoscere lo status quo, uno spettacolo che è scomodo in senso letterale: vuole farci stare scomodi tutti, noi sul palco e voi in platea. Uno spettacolo che mette in discussione tutto.» Leonardo Manzan

«Mettendo il pubblico di fronte a un muro bianco, che blocca la vista della scena, Manzan gioca in modo molto intelligente, ironico e divertente con l’idea del censurare sé stessi e gli altri – e con l’importanza diminuita del teatro. Il gioco che imposta con questo muro è radicale, coerente e molto immaginativo dal punto di vista formale, creando immagini e scene che riecheggeranno per molto tempo, interagendo con il pubblico attraverso minuscoli fori. Lo fa con un gioco nel quale è il regista di frammentarie parti del corpo, cioè mani, dita e polsi, che compiono micro-azioni attraverso questi fori. Lo spettacolo porta l’esperimento di Beckett con “Not I” a un livello superiore.» Motivazioni della giuria internazionale Maggie Rose, Susanne Burkhardt, Evelyn Coussens, Justo Barranco.

Scenografie Giuseppe Stellato. Luci Paride Donatelli. Progetto sonoro Filippo Lilli. Guarda il trailer https://youtu.be/0HwoOeH9mB0

Leonardo Manzan, classe 1992, si diploma attore alla Civica Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Esordisce alla regia con lo spettacolo It’s App to You (vincitore di numerosi premi tra cui InBox 2018). Vince il bando per registi Under 30 della Biennale di Venezia 2018/19 con lo spettacolo-concerto “Cirano deve morire”. Invitato alla Biennale Teatro 2020, presenta lo spettacolo Glory Wall che si aggiudica il premio come Miglior spettacolo, ed è la sua personale interpretazione del tema del Festival: la censura. “l’arte vive di costrizioni e muore di libertà” Paul Valéry

Info: Orari: dal martedì al venerdì 21:00, sabato ore 19:00, domenica ore 17:00. Prezzi: intero € 25, ridotto over 70 €18, ridotto under 26, scuole di teatro e per chi prenota o compra per questo spettacolo e per “VENERE E ADONE” (06/07/2022 – 08/ 05/2022) €15. Info 065898031 promozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it Acquista i biglietti on line https://www.vivaticket.com/it Card abbonamenti da 45 euro regala cultura! Card abbonamenti (vari).

www.teatrovascello.it

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Teatro – Roma: CETRA… UNA VOLTA

Teatro il Parioli. Via Giosuè Borsi, 20

11/05/2022 – 15/05/2022

Dedicato al Quartetto Cetra. Di Toni Fornari. Regia di Augusto Fornari. Con Stefano Fresi, Toni Fornari, Emanuela Fresi e con la partecipazione di Cristiana Polegri. Produzioneda Andrea Maia e Vincenzo Sinopoli per il Teatro Golden.

Un concerto spettacolo tributo al quartetto più celebre del palcoscenico e della televisione italiana dagli anni ’40 agli anni ’80. La musica, le canzoni, le parodie memorabili dell’indimenticabile Quartetto Cetra sono riproposti in questo spettacolo da tre interpreti eccezionali che costituiscono un concentrato esplosivo di bravura, simpatia, bel canto, trascinando il pubblico nell’epoca splendente dei grandi varietà televisivi.

I componenti del trio vocale “Favete Linguis”, nato agli inizi degli anni ’90, ispirato proprio al Quartetto Cetra stesso, ricalcando il loro elegante stile comico-parodistico. In questo spettacolo i Favete Linguis interpretano tutte le canzoni di maggior successo dei Cetra esibendosi altresì in esilaranti parodie musicali, facendo in modo che il gioco continuo si mescoli al divertimento scenico esaltando il virtuosismo vocale. Importantissima è la presenza di un trio musicale diretto dalla sassofonista – cantante Cristiana Polegri.

Info: Orari: 11, 13, 14 ore 21:00; 12, 14, 15 ore 17:00. Contatti: Tel. 06 5434851 biglietteria@ilparioli.it Servizio Whatsapp 3517211283

www.ilparioli.it

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Teatro – Roma: IL GUARDIANO

Teatro Arcobaleno (Centro Stabile del Classico). Via Francesco Redi, 1/a

06/05/2022 – 15/05/2022

Di  Harold Pinter. Adattamento e Regia Alessandro Carvaruso. Con Roberto D’Alessandro, Valentina Martino Ghiglia, Alessandra De Pascalis.

Harold Pinter, insignito del Premio Nobel per la Letteratura nel 2005, è considerato uno dei più importanti autori teatrali del ‘900. Questaa tragicommedia (The Caretaker) debuttò a Londra nel 1960, ottenendo uno straordinario e duraturo successo di pubblico e di critica.

Un uomo. Due donne. Una stanza, caotica e asfittica, che fa al contempo da cornice e da motore a un gioco a tre esasperato e malato. Una stanza-rifugio, costantemente in attesa di un ordine che forse non arriverà mai: quello stesso ordine a cui sembrano anelare i tre protagonisti. Tre esistenze alla deriva. Un incontro – scontro alla disperata ricerca di un proprio posto nel mondo: e del mondo, allora, quel rifugio oppressivo e claustrofobico diventa la metafora, terreno di sfida e di conquista, attraverso dinamiche perverse in cui i tre personaggi si scambiano incessantemente i ruoli di vittima, persecutore e salvatore (per scomodare Karpman e il suo triangolo drammatico).

Pinter ci trascina in un viaggio surreale, intenso, senza respiro e, attraverso l’apparente interdipendenza dei tre protagonisti, sembra offrirci l’illusione di una possibile condivisione del dolore, di un umano supporto da cui possa nascere una vita nuova. Ma è solo utopia. La solitudine si insinua via via assoluta, totale, senza speranza, e i cumuli di chiacchiere di cui si sommergono i tre personaggi non fanno altro che svelare ancora più crudamente il loro totale e definitivo straniamento.

«Affondando le mani nella rete densa dei viaggi pinteriani si scopre come, tranne in alcuni sporadici casi, l’autore scrive in quest’opera personaggi che possono essere interpretati indifferentemente dal genere dell’attore. Ma questo è veramente possibile? Veramente il genio di Pinter ha prodotto un’opera in cui i generi, le età, le estrazioni sociali sono solo un pretesto, un veicolo per intrecciare delle assurde relazioni? Sì, ed è questo che voglio dimostrare. Nessuno saprà mai se Harold Pinter sarebbe d’accordo con chi vuole sperimentare questa via surreale, tutti però sappiamo che vale la pena tentare, vale la pena scrutare, e forse perdersi, nel genio che lo ha scritto». Alessandro Carvaruso

Musiche  Giovanni Zappalorto.

Info: Orari: venerdì e sabato ore 21:00, domenica ore 17:30. Costo ingresso: Intero € 21, Ridotto € 17, Ridotto studenti € 14, Ridotto bambini € 10 (prevendita sempre €1). Tel./ Fax 06.44248154 – Tel. 06. 4402719 e-mail: info@teatroarcobaleno.it

www.teatroarcobaleno.it

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Teatro – Palermo: VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE

Teatro Biondo (Sala Grande) – Via Roma, 258

06/05/2022 – 15/05/2022

Di Louis-Ferdinand Céline. Adattamento teatrale e regia Claudio Collovà. Produzione Teatro Biondo Palermo. Con Serena Barone, Sergio Basile, Angelica Dipace, Gianluigi Fogacci, Margherita Laterza, Luigi Mezzanotte, Antonio Orlando, Nicolas Zappa.

In prima nazionale la riscoperta di un capolavoro del più discusso scrittore del Novecento. Il romanzo autobiografico di Céline, pubblicato nel 1932, è una perfetta rappresentazione del XX secolo, una storia originale che racchiude e racconta tutte le tragedie e le farse dell’epoca moderna: gli orrori della guerra, le trincee delle Fiandre, le durezze dell’Africa coloniale, la Parigi delle periferie più desolate dove Céline faceva il medico dei poveri, a contatto con una miseria morale prima ancora che materiale. Fu un successo mondiale che suscitò critiche ed entusiasmi.

In questo adattamento teatrale l’innovazione sta nell’uso di un linguaggio immediato, quasi simile al parlato quotidiano, capace di dar voce alla tragicommedia di un secolo. Nel Viaggio di Céline è presente anche un certo grado di comicità, capace di scatenare un divertimento grottesco più forte dell’incubo narrato. «Lo spettacolo dell’abiezione scatena un riso liberatorio, un divertimento grottesco più forte dell’incubo». Collova

Tutti i temi principali del romanzo sono messi in scena rispettando lo svolgersi degli accadimenti, i climi e i personaggi. La varietà dei luoghi è inclusa in uno spazio unico con concretezza oggettiva. «Questo spettacolo – aggiunge Collovà – è il tentativo ambizioso di salvare dall’oblio un grandissimo scrittore e di illuminarci alla sua luce oscura. Ma è al contempo un modo per riflettere sulle dinamiche della storia, su come eventi terribili del nostro recente passatopossano riemergere divenendo tragicamente attuali».

Traduzione Ernesto Ferrero. Scene e costumi Enzo Venezia. Luci Pietro Sperduti. Musiche Giuseppe Rizzo. Assistente alla regia Valentina Enea. Scenografa assistente e attrezzista Giuseppina Giacalone. Assistente ai costumi Ilenia Modica. Direttore di scena Sergio Beghi. Coordinatore dei servizi tecnici Giuseppe Baiamonte. Amministratore di compagnia Andrea Sofia. Assistente volontario alla regia Giuseppe Bongiorno. Allievo della “Scuola di recitazione e professioni della scena” del Teatro Biondo di Palermo.

Assistente volontaria alla scenografia Chiara Mirabella. Scene realizzate in collaborazione con gli allievi dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Sofia Fortuna, Felicetta Giordano, Martina Nania, Alice Perez, Provvidenza Valenti e dell’allieva Maria Bracco dell’Accademia di Design e Arti Visive Abadir di Catania. Costumi realizzati in collaborazione con le allieve dell’Accademia di Belle Arti di Palermo: Roberta Lo Verso, Chiara Pirrone.

Info: Orari: 6, 7, 10 ore 21:00, 8, 11, 12, 13, 15 ore 17:30, 14 ore 19:0.

www.teatrobiondo.com

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Teatro – Roma: IN EXITUS

Teatro Vascello. Via Giacinto Carini, 78

03/05/2022 – 08/05/2022

Di Giovanni Testori. Adattamento, interpretazione e regia Roberto Latini. Produzione Compagnia Lombardi-Tiezzi. Con la collaborazione di Armunia Festival Costa degli Etruschi, Associazione Giovanni Testori, Napoli Teatro Festival Italia e con il contributo di Regione Toscana e MiBAC.

Continua l’incontro e lo scambio artistico di Sandro Lombardi e Federico Tiezzi con Roberto Latini, che da qualche anno collaborano nella realizzazione di spettacoli e progetti come il Teatro Laboratorio della Toscana. Prosegue la storia della Compagnia con Giovanni Testori e il lavoro di ricerca sulle lingue segrete del teatro. Marcel Proust sostiene che i bei libri sono scritti come in una lingua straniera cosicché, secondo lo scrittore francese, ogni lettore, sotto ogni parola, può mettere il proprio senso o almeno la propria immagine, che spesso è un ‘contro senso’. Anche per l’attore ogni testo è come se fosse scritto in una lingua straniera e il suo compito è tradurre da questa lingua nella propria.

Adesso tocca a Roberto Latini affrontare la furente inventività linguistica di In exitu, 1988, e dare vita alla parola testoriana. L’uscita di scena di un tossico degli anni ’80 in una città qualsiasi tra le Milano di un nord qualsiasi è dolore e solitudine straziante di una vita consumata in evasione, in eversione. La narrazione cede il passo alla forma e si sostanzia su un piano raffinatamente linguistico.

Testori come fosse il pusher di una lingua teatrale che si fa linguaggio. Drogato è il testo e le parole sfidano il pensiero e la sintassi, come l’Ulisse di Joyce, il Lucky di Beckett, come agli orli della vita, direbbe Pirandello. Tutto sembra svilupparsi nella sensazione del fondamentale e iniziatico “Quem quaeritis” del Teatro Sacro Medievale. In mezzo, c’è una nebbia incapace di fermare il tempo e la consolazione. In Exitu è come una Pietà. La parabola parabolica di vita vissuta da Riboldi Gino è quella di un povero Cristo tenuto in braccio da Madonne immaginate, respirate, disarticolate, nella fonetica di una dizione sollecitata fino all’imbarazzo tra suono e senso, come fossero le parole ad essere infine deposte dalla croce sulle quali Testori le ha inchiodate. “Chi cercate?” “Non è qui!”, risponderebbe l’angelo.

Musiche e suono Gianluca Misiti. Luci e direzione tecnica Max Mugnai. Collaborazione tecnica Riccardo Gargiulo, Marco Mencacci, Gianluca Tomasella.

Info: Orari: ore 21:00. Prezzi: intero € 25, ridotto over 70 €18, ridotto under 26, scuole di teatro e per chi prenota o compra per questo spettacolo e per “VENERE E ADONE” (06/07/2022 – 08/ 05/2022) €15. Info 065898031 promozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it Acquista i biglietti on line https://www.vivaticket.com/it Card abbonamenti da 45 euro regala cultura! Card abbonamenti (vari).

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Teatro – Roma: PIGS

Teatro India. Lungotevere Vittorio Gassman, 1

04/05/2022 – 08/05/2022

Regia Raquel Silva. Con Raquel Silva, Alessandra Solimene, Patoche. Produzione Compagnia Pensée Visible. Coproduttore principale Manège – Maubeuge, Scène Nationale. Coproduttori Théâtre – Sénart, Scène Nationale, Teatro di Roma – Teatro Nazionale, La Villette, Paris con il contributo alla creazione della Direction Régionale des Affaires Culturelles d’Île-de-France.

In prima nazionale un lavoro originale dal titolo PIGS, acronimo inglese nato negli ambienti della finanza internazionale per indicare Portogallo, Italia, Grecia e Spagna, i paesi dell’Unione Europea giudicati economicamente troppo fragili.

Con PIGS Silva inventa una favola filosofica sul possesso partendo dalla crisi economica del 2008, da quelle immagini largamente diffuse di persone che hanno tentato il suicidio dopo aver perso tutto. Sceglie il percorso di un unico personaggio femminile il cui quotidiano è mutato dagli effetti, reali e psicologici, della crisi, dalla graduale presa di coscienza che un cambiamento è necessario. «Possedere» ci definisce meglio rispetto a «essere» o «fare»? E se anche lei perdesse tutto? Poco a poco il reale e il quotidiano vengono trasformati da interrogativi assillanti e dai fantasmi della crisi. La donna non parla ma il suo corpo è attraversato dalle parole e trasformato da esse. Dai ricordi affiorano immagini e strane creature. Uno stravagante maiale diventa al tempo stesso la sua voce interiore e quelle voci esterne che dispensano consigli e lezioni, che seminano il dubbio.

La compagnia Pensée Visible ha lavorato materiali e suoni per trasformare uno spazio scenico in uno spazio mentale, affrontando gli interrogativi posti dallo spettacolo con fantasia e spirito visionario.

Assistente alla regia Elisabetta Scarin. Drammaturgia Raquel Silva, Elisabetta Scarin, Alessandra Solimene. Scenografia e oggetti Alessandra Solimene. Musica e disegno sonoro Daniela Cattivelli. Luci Camille Flavignard. Costruzione e manipolazione: Raquel Silva, Alessandra Solimene, Caroline Dubikajtis detta Patoche. Costruzione Alberto Favretto. Distribuzione Mariana Rocha. Progetto accompagnato da Théâtre aux Mains Nues, Lieu Compagnie missionné pour le compagnonnage marionnette en Ile de France, con il sostegno di L’Espace Périphérique (Mairie de Paris – Parc de la Villette) L’Hectare – Scène conventionnée de Vendôme L’Echalier – Atelier de Fabrique Artistique – Saint-Agil (41) Corte Supernova (Venezia). Foto di Philippe Lux.

Info: Orari 20:00, domenica ore 18:00. Biglietti €18, ridotto €12. Acquisto online teatrodiroma.net tel. +39 06 877 522 10 – biglietteriaindia@teatrodiroma.net

www.teatrodiroma.net

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Teatro – Milano: LE OTTO MONTAGNE

Teatro Elfo Puccini (Sala Baush). Corso Buenos Aires, 33

03/05/2022 – 08/05/2022

Tratto da “Le otto montagne” di Paolo Cognetti – ed. Einaudi, romanzo vincitore del Premio Strega 2017. Regia Marta M. Marangoni. Con Andrea Lietti, Giuliano Comin e con la performer Alice Bossi. Voce fuori campo Arianna Scommegna.

Le otto montagne è un caso letterario, vincitore dello Strega, bestseller tradotto in oltre 35 paesi e ora film con un cast stellare. È una storia di abbandono della civiltà, libertà della vita selvatica, coscienza, scelte di vita, fuga dal superfluo.

Il romanzo racconta la storia di Pietro, un ragazzino di città solitario, del suo rapporto con i genitori, con l’amico Bruno e, soprattutto, con la montagna. Nel segno di un legame che il passare delle stagioni non ha sciolto, i due trasformano un rudere, la Barma drola, nella casa progettata dal padre prima di morire.

“La storia smontata e rimontata dà un senso di vertigine, così la nostalgia che c’era nel libro diventa un’ossessione del passato. Il passato non è più passato ma è costantemente presente e questo è lo stesso effetto che mi fanno i migliori racconti di Alice Munro. Mi piace molto come le mie parole sono state distillate e la storia sia raccontata in un altro modo, che ha più a che fare con la memoria” Paolo Cognetti

L’adattamento teatrale gioca sull’equilibrio fra narrazione, performance e sintesi poetica delle parole di Cognetti, ove riaffiorano citazioni di Thoreau, Twain, Hemingway sulle note ipnotiche del pianoforte, come un foglio bianco su cui il protagonista traccia il proprio paesaggio mentale.

«Abbandonando la linearità narrativa del romanzo, Pietro e Bruno salgono e scendono a più riprese i versanti della memoria. Ad abitare la scena con loro la montagna sussurra, carezza, echeggia. Le vibrazioni di una lamiera d’acciaio e le installazioni luminose che scandiscono il racconto aggiungono un notevole carico di suggestioni allo spettacolo» Pier Paolo Chini, Modulazioni Temporali

Drammaturgia Francesca Sangalli. Scene e costumi Marta M. Marangoni. Musiche e canzoni originali Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf). Installazioni e azioni sonore Dario Buccino. Consulenza scenografica Marco Teatro. Disegno luci Alessandro Barbieri. Tecnico Alessandro Palumbi. Assistente alla regia Emanuele Giorgetti.

Info: Durata: 1 ora e 30 minuti.

www.elfo.org

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Teatro – Roma: PROMETEO?

Teatro Vascello. Via Giacinto Carini, 78

29/04/2022 – 30/04/2022

Di e con Lorenzo Covello. Produzione PinDoc.

Uno spettacolo di teatro – danza. Un viaggio onirico e surreale fatto di corpo e immagini, di manipolazione di oggetti e spazio con scenografie che raccontano ed ingannano. Un Prometeo, un uomo, che non sa, ma che lotta per sapere, alla ricerca di un senso, alla ricerca dell’umano che c’è nel dio e del divino che c’è nell’uomo.

Dall’immobilità, dalla perfezione, si crea un’increspatura, un’imperfezione, quindi la vita che come una valanga cresce, senza controllo, come le nostre vite che al di là delle scelte che prendiamo intraprendono direzioni che non avremmo mai immaginato.

La storia di Prometeo quindi come la storia di una scelta, della solitudine eroica in cui ci troviamo al momento di prenderla, l’ignoto su cui ci affacciamo, al cui interno si celano a volte successi, a volte fallimenti e altre volte semplicemente niente. “Che cosa distingue gli dei dagli uomini? Il fatto che molte onde davanti a loro scorrono, una corrente perenne. Noi l’onda ci solleva, noi l’onda ci inghiotte e noi affondiamo.” Prometeo, Johann Wolfgang von Goethe

Luci Gabriele Gugliara. Scene Jesse Gagliardi e Lorenzo Covello. Costumi Corinne Giugni e Valeria Mendez. Musica Stefano Grasso.

Info: Orari: venerdì ore 21:00, sabato ore 19:00. Prezzi: Posto unico €15. Info 065898031 promozioneteatrovascello@gmail.com – promozione@teatrovascello.it Acquista i biglietti on line https://www.vivaticket.com/it Card abbonamenti da 45 euro regala cultura! Card abbonamenti (vari).

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